Al cinema con Geronimo 2

25 Nov, 2013

2. Con l’evolversi delle tecniche e in seguito con l’avvento del sonoro, si impongono nel cinema criteri puramente commerciali, con gli indiani ridotti a barbari massacratori nemici della civiltà che l’uomo bianco si sforzava di portare in quelle lande desolate. Fino ad allora erano apparsi attori indiani anche in ruoli di una certa importanza, ma il sonoro li rese tutti idioti, costringendoli ad un linguaggio infantile e sgrammaticato. Hollywood dette così un importante contributo a costruire culturalmente il concetto di “indianità”, così caro ai progressisti americani dell’epoca: un concetto che vedeva i nativi nord americani (forse 20 milioni divisi in oltre 500 nazioni, con 200 lingue diverse e oltre 1.500 dialetti, con una economia che variava dalla coltivazione del mais alla caccia alle balene, dalla caccia al bisonte alla pesca al salmone) privi di caratteristiche tribali o regionali, senza cultura, famiglia, religione.
Frutto primo di questa mentalità è forse “The Covered Wagon” (“I Pionieri” con Lois Wilson, J.Warren Kerrigan, Ernest Torrence, Charles Ogle, Ethel Wales, Alan Hale, Guy Oliver. Durata 86 min.), di James Cruze (1884-1942), girato nel 1923, dove il razzismo è già scontato e l’uccisione di un indiano un fatto normale, come può esserlo l’abbattimento di un animale feroce. E a proposito di animali ricordiamo che, per girare la scena della carica dei bisonti, furono utilizzati circa 500 animali, dei quali ne furono effettivamente uccisi una decina davanti alla macchina da presa.

Di questo clima è partecipe in quegli anni anche John Ford.ilcavallodacciaio
In un suo film del 1924, “The Iron Horse” (“Il Cavallo d’Acciaio” con George O’Brien, Madge Bellamy, Fred Kohler, Cyrel Chadwich, Gladys Hulette, William Walling, Charles Edward Bull, George Wagener, John Padjan. Durata 160 min.) i pellerossa sono visti solo come oppositori fastidiosi di una civiltà in marcia. Il mito del “Destino Manifesto” non poteva non realizzarsi, E’ questo uno dei quattro film western rintracciati, dei numerosi girati da Ford nell’epoca del muto. Gli altri tre sono “Straight Shooting” (1917), “Hell Bent” (1918) e “Three Bad Men” (“I tre furfanti” con George O’Brien, Olive Bordon, J.Farrell Mc Donald. Durata 93 min.) del 1926.

vanz10Fa eccezione all’epoca, uscendo dal grigiore e dal conformismo, “The Vanishing American” (“Stirpe Eroica”, con Richard Dix e Lois Wilson) del 1925, di George B.Seitz, tratto dal romanzo omonimo di Zane Grey. E’ la storia di una famiglia Navajo, ma il dato interessante è il rapporto d’amore interrazziale : per una volta è la maestrina bianca ad innamorarsi del selvaggio rosso. Qui il protagonista indiano, per la prima volta, incarna i migliori valori della Frontiera: generosità, eroismo, disinteresse e addirittura patriottismo (!!!). Gli indiani sono uomini a tutto tondo che esprimono caratteri diversi con i loro vizi e le loro virtù a seconda delle situazioni e delle diverse personalità.

E’ del 1936 “The Plainsman” “La Conquista del West”, con Gary Cooper, Jean Arthur, James Ellison, Charles Bickford, Porter Hall, John Miljan e Anthony Quinn nella parte di un guerriero Cheyenne. Durata 113 min.) di Cecil B. De Mille (1887-1959).

Si tratta del primo grande film sonoro di questo regista, che amava prendersi molte libertà storiche ma che era molto attento a particolari come le armi e i costumi.
Certo è che, se la scena della cattura di Gary Cooper e Jean Arthur (Wild Bill Hickok e Calamity Jane) da parte dei Cheyenne aveva qualcosa che atterriva gli spettatori, la tortura dei due messi “allo spiedo” mentre i pellerossa danzano selvaggiamente sconfinava nel ridicolo. (continua)index