Al cinema con Geronimo 33

16 Apr, 2014
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33. Come abbiamo visto nella puntata precedente, c’è un secondo film importante uscito nel 1992. Del soggetto di questo film c’è da dire innanzitutto che è probabilmente il più “gettonato” nella storia del cinema sugli indiani. Infatti il libro “The Last of the Mohicans” di James Fenimore Cooper ha ispirato parecchie trasposizioni cinematografiche.
Noi qui ricordiamo : il tedesco “Lederstrumpf”, letteralmente “Calza di Cuoio” (e infatti il libro di Cooper faceva parte del “ciclo di Calzadicuoio”), in cui la parte di Chingachgook era interpretata nientemeno cha da Bela Lugosi, il più famoso dei Dracula anteguerra. Era il 1920 e nello stesso anno Hitler fondava in Baviera il partito nazista.
Poi di seguito: 1936 – “The Last of the Mohicans” (“Il Re dei Pellerossa” con Binnie Barnes, Randolph Scott, Bruce Cabot. Durata 91 min.) di George Brackett Seitz. 1947 – “The Last of the Redmen” (“L’Ultimo dei Mohicani” con Jon Hall, Michael O’Shea, Julie Bishop, Buster Crabbe. Durata 77 min.) di George Sherman. 1965 – “L’Ultimo dei Mohicani”, di produzione italiana (con Jack Taylor, Barbara Loy, Paul Muller. Durata 92 min.) di Matteo Cano. 1977 – “The Last of the Mohicans” (“L’ultimo dei Mohicani” con Steve Forrest, Ned Romero, Robert Tessier, Andrew Prine, Don Shanks. Durata 100 min.) di James L.Conway. Infine 1992: “The Last of the Mohicans” (“L’Ultimo dei Mohicani” con Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means, Eric Schweig, Jodhi May, Steven Waddington, Wes Studi. Durata 122 min.) di Michael Mann.

un combattimento spettacolare

un combattimento spettacolare

E’ il 1757 e le colonie inglesi in America sono devastate dalla guerra franco-inglese detta “dei Sette Anni”, che in America fu conosciuta come guerra franco-indiana. Le tribù indiane della zona sono tutte alleate dei francesi e solo gli Irochesi si schierano con le “Giubbe Rosse”. Qui si inserisce la storia di Occhio di Falco, il bianco allevato dai Mohicani (Daniel Day-Lewis), del suo “fratello” indiano Uncas (Eric Schweig) e del “padre” Chingachgook (Russell Means). La storia è appassionante, documentata fin nei particolari (splendida la scena iniziale della corsa nella foresta dietro al cervo e poi la preghiera di scuse recitata sul suo corpo dopo averlo abbattuto), con una colonna sonora esaltante (di Trevor Jones), e un ritmo mozzafiato.
La presenza di Russell Means è qualificante. Russell fu, insieme a Dennis Banks, uno dei massimi dirigenti dell’American Indian Movement. Tra i promotori dell’occupazione armata di Wounded Knee nel 1973, nel 1975 fu condannato per aggressione e insurrezione. Approdato a posizioni ultranazionaliste (tra l’altro, secondo lui gli Irochesi sarebbero stati una popolazione originaria dell’America del Nord), e per questo espulso dall’AIM, finì alla metà degli anni ottanta a combattere in Nicaragua a fianco dei mecenari “contras” che conducevano la “sporca guerra” per conto del Pentagono. In seguito si è dedicato abbastanza spesso al cinema, interpretando anche la particina di Toro Seduto in “Buffalo Girls” nel 1996: un Toro Seduto arrogante e provocatorio come, al di là delle sue indubbie qualità, doveva essere veramente, da autentico Lakota.

Magua (Wes Studi) mangia il cuore del suo nemico

Magua (Wes Studi) mangia il cuore del suo nemico

Ma la rivelazione clamorosa di questo film è Wes Studi, un indiano Cherokee che interpreta magistralmente la parte del perfido Urone Magua. Il cinema non trovava da molti anni un cattivo così cattivo e così freddo nella sua crudeltà.
Una nota curiosa, un appunto storico se così vogliamo dire, da fare però più all’opera di Fenimore Cooper che al film: chi erano i Mohicani? Già, perché ancora non sappiamo quale tribù volesse indicare F.Cooper con questo nome. Forse i Mahican? O più probabilmente i Mohegan. Comunque in entrambi i casi si tratta di tribù di origine algonchina, entrambe alleate dei francesi e nemiche degli inglesi, dai quali e dai loro alleati Irochesi furono infatti sterminati. E allora come mai qui sono presentati come nemici dei francesi?
Ma questo nulla toglie alla godibilità del film.

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