Al cinema con Geronimo 34

30 Apr, 2014
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34. Il 1993 fu l’anno di Geronimo. Infatti in quell’anno si possono citare due soli film dedicati ai nativi americani, ed entrambi portano nel titolo il nome del celebre Apache.
“Geronimo, an American Legend” (“Geronimo – Una leggenda americana” con Wes Studi, Gene Hackman, Jason Patric, Robert Duvall, Matt Damon. Rodney A.Grant, Kevin Tighe, Steve Reevis, Carlos Palomino. Durata 115 min.), scritto da John Milius e diretto da Walter Hill, è senza dubbio il migliore.geronimo
Non si tratta di un’opera a sfondo storico in senso stretto. Per Walter Hill infatti: – Sarebbe stupido per gli spettatori aspettarsi una lezione di storia quando vanno al cinema. La storia offre fatti e personaggi interessanti, ma non sa costruire un dramma in tre atti, spetta a noi lavorare con la fantasia. Abbiamo utilizzato gli avvenimenti storici, ma li abbiamo spostati e cambiati a seconda delle necessità narrative. Siamo però obbligati a rispettare certe verità. Per esempio, non potevamo immaginare che il Presidente degli Stati Uniti mandasse un telegramma a Geronimo dicendo: “Va bene, ti restituiamo l’Arizona del sud, vai a viverci in pace” -. Hill quindi non inventa niente, ma smonta i fatti della storia autentica di Geronimo, e li rimonta usando un ordine e un tempo molto più ravvicinato.
Il risultato però non è eccellente, perché ne risulta appannata proprio la storicità e l’irriducibilità di Geronimo. Egli infatti insanguinava la Frontiera fin dal 1850, quando la sua famiglia – madre, moglie e tre figli – era stata massacrata dall’esercito messicano a caccia di scalpi. All’epoca il suo nome Apache era Goyahkla –

Geronimo

Geronimo

Colui che sbadiglia – ma prese presto il nome di Geronimo, dal nome spagnolo di san Gerolamo che i messicani invocavano spaventati dalla furia di questo Apache Chiricahua. Dopo il 1861 Geronimo cominciò a combattere anche contro gli yankee. Furono ben quattro le campagne militari intraprese contro gli Apache di Geronimo. Al momento della sua cattura definitiva, quando si arrese – ma senza essere mai stato sconfitto – al generale Nelson Miles, aveva con sé 16 guerrieri, 12 donne e 6 bambini. Con questa gente aveva tenuto in scacco per 5 mesi le truppe americane: 5.000 uomini con cannoni, cani e gli scout indiani di Al Sieber, il quale sosteneva che “solo un Apache può seguire le tracce di un Apache”.
L’abilità guerrigliera di Geronimo era tale, che anche Ernesto “Che” Guevara, prima di salire sulla Sierra, studiò a lungo i suoi metodi. Ma Geronimo non era un eroe, un “liberatore” del suo popolo. Era piuttosto un predone, un uomo libero che viveva secondo la sua natura. Tuttavia presso i bianchi assurse presto ad un ruolo che non era suo. Basta pensare al telegramma inviato dal Presidente Cleveland al Ministro della Guerra poco prima della resa definitiva di Geronimo: – Spero che non venga preso nessun impegno con Geronimo che ci impedisca di trattarlo come prigioniero di guerra, qualora non sia possibile impiccarlo, cosa che preferirei di gran lunga -.Geronimo_FilmPoster
E infatti Geronimo e i suoi Chiricahua, dopo la resa del 1886, furono trasportati a Fort Pickens in Florida, dove, secondo gli accordi, dovevano restare solo due anni, prima di tornare nella loro terra in Arizona. Ma il governo USA – che novità! – aveva mentito ed essi non rividero più i deserti infuocati del Sud Ovest. Geronimo morì nel 1909, cadendo da cavallo mentre era ubriaco.
Geronimo è stato un personaggio molto utilizzato da Hollywood: a partire da “Geronimo’s Last Raid” del 1912, diretto da G.P. Hamilton e interpretato da Chief White Horse, è comparso in molte pellicole tra le quali i già citati “Ombre Rosse” di John Ford nel 1936 e “Geronimo” del 1962 di Arthur Laven, interpretato da Chuck Connors. Ma il Geronimo interpretato da Wes Studi è senz’altro il migliore mai apparso sullo schermo, ad anche il più somigliante fisicamente, col suo naso adunco e gli occhi piccoli e cattivi.
Pur risultando questo film spesso freddo e poco coinvolgente, è però sicuramente più appetibile dell’altro “Geronimo” (“Geronimo” con Joseph Running Fox, Nick Ramus, Michelle St.John, Michael Greyeyes. Durata 102 min.) dello stesso anno, di Robert Young.
Si tratta in questo caso di un film girato con cura professionale, che racconta la vita di Geronimo, narrata da lui stesso. Ci sono qui molti particolari anche della sua giovinezza, ma l’opera complessivamente non decolla.

Geronimo (col cilindro) in una foto del 1905

Geronimo (col cilindro) in una foto del 1905

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