Al cinema con Geronimo 5

10 Dic, 2013

5. E’ del 1947 un altro film importante di Cecil B.De Mille: “Unconquered” (“Gli Invincibili” con Gary Cooper, Paulette Goddard, Howard Da Silla, Boris Karloff, Ward Bond, Cecil Kellaway, Katherine De Mille. Durata 146 min.).Unconquered (1947)
E’ un ottimo film che si inserisce nell’alveo dell’epopea dell’indipendenza americana e dell’arrivo dei primi pionieri, gli invincibili del titolo appunto.
Qui siamo nel 1763 e quindi si è appena conclusa col trattato di Parigi (1763) la Guerra dei Sette Anni, o Guerra Franco-Indiana. Con quel trattato la Francia cedeva tutti i suoi possedimenti nell’America Settentrionale (tranne la Louisiana – che però comprendeva territori molto più estesi di quelli che la costituiscono attualmente – che sarà venduta da Napoleone agli USA nel 1803) all’Inghilterra. Per le popolazioni native però non era affatto finita: non comprendevano infatti per quale motivo dovessero cedere le proprietà delle loro terre senza mai essere stati sconfitti seriamente. Gli inglesi inoltre non volevano più consegnare rifornimenti di armi e munizioni e presero anche a scoraggiare i matrimoni misti che prima, coi francesi, erano molto frequenti.

Il capo Pontiac

Il capo Pontiac

Fu così che gli indiani, sperando anche in un ritorno dei francesi, ripresero la guerra contro gli inglesi, spinti dalle predicazioni di un Uomo della Medicina dei Delaware, tale Neolin (l’Illuminato), che andava in giro per i villaggi chiedendo a tutte le tribù di unirsi. Se Neolin era il capo spirituale, il capo politico e militare della rivolta fu però Pontiac, che il 27 aprile 1763 convocò un Consiglio di tutte le tribù.
Di fronte a innumerevoli guerrieri che per la prima volta sedevano uno accanto all’altro, Pontiac riferì il messaggio che, affermò, gli aveva affidato il Grande Spirito: – Questo Paese è stato fatto per voi e non per altri. Perché tollerate che i bianchi si stabiliscano in mezzo a voi? Fanciulli miei, avete dimenticato i costumi e le tradizioni dei vostri antenati (…). Avete acquistato fucili, coltelli, pentole e coperte dall’uomo bianco, fino a non poter più fare a meno di lui; e, quel che è peggio, avete bevuto l’acqua di fuoco avvelenata, che vi rende pazzi. Gettate via queste cose e vivete come i vostri padri prima di voi. Quanto agli inglesi, questi cani vestiti di rosso che sono venuti a prendere i vostri territori di caccia e a far fuggire la selvaggina, levate l’ascia contro di loro. Spazzateli via dalla superficie della terra (…) -.
Quarantasette tribù decisero di aderire alla Confederazione, e tra di esse le grandi Nazioni Chippewa, Ottawa, Delaware, Shawnee, Sauk e Fox, Kickapoo, Miami, Potowatomi e Menomini, tutti di lingua algonchina, e poi Seneca, Mingo e Uroni, di lingua irochese, e gli Winnebago di lingua Sioux. Era la prima volta che tribù tanto diverse tra loro si trovavano insieme. Tutti i forti della Frontiera vengono attaccati contemporaneamente: Fort Detroit è assediato per cinque mesi, Fort Michililackinac cade con l’inganno (l’odio per gli inglesi era tale che furono visti molti pellerossa bere dalle mani a coppa il sangue dei soldati, mentre i circa 300 franco-canadesi che vivevano nel forte non furono toccati. northwindevnt2a00153bh8Fort Pitt, quello del film in questione per intenderci, riuscì a salvarsi perché i soldati regalarono ad una delegazione, venuta a parlamentare, delle coperte appositamente prelevate dall’infermeria. Il vaiolo divampa tra i Delaware e gli Shawnee, che, decimati, si ritirano dalla guerra. Quasi tutti gli altri forti caddero. Oltre 2000 coloni furono uccisi e 20.000 costretti a fuggire. Sulla Frontiera non restava più nessun inglese fuori dai pochi forti rimasti in piedi e agli spettatori non resta alcun dubbio su chi abbia inventato la guerra batteriologica.
La guerra proseguì con fasi alterne fino al 1766, quando Pontiac si arrese. A causare la sua sconfitta furono diversi fattori. Su tutti l’ostilità della potente Nazione Sioux verso la Confederazione (dovuta alla presenza al suo interno dei Chippewa, tradizionali nemici dei Sioux), la guerra batteriologica scatenata dal gen. Amherst che raccomandava ai suoi ufficiali: – Farete bene a cercare di contaminare gli indiani per mezzo di coperte nelle quali abbiano dormito malati di vaiolo, o con qualsiasi altro mezzo capace di sterminare questa razza esecrabile. Sarei molto felice se potesse riuscire il progetto di cacciare gli indiani con i segugi -, e infine il mancato ritorno dei francesi. Naturalmente di tutto questo nel film c’è ben poco, tuttavia il “clima” della Frontiera è ricostruito bene.
E’ da segnalare la presenza dell’attore Boris Karloff nei panni del capo dei Seneca, Guyasuta. Non è casuale probabilmente l’utilizzazione di un attore “specializzato” in film del terrore come “Frankenstein” del 1931 e poi “La sposa di Frankenstein” e “Il figlio di Frankenstein”. Karloff interpreta il “diverso” per antonomasia (d’altra parte aveva interpretato anche la parte di Fu Manchu). Anche l’anno successivo (1948) Karloff interpretò il ruolo di un indiano, questa volta “buono” nel film “Tap Roots” (“La quercia dei giganti” con Van Heflin, Susan Hayward, Boris Karloff, Julie London, Ward Bond. Durata 109 min.).
sparviero_di_fort_niagara_lex_barker_felix_e_feist_005_jpg_xgxvDa notare che nel 1954 il regista Felix Feist volle raccontare proprio la storia di Pontiac, naturalmente romanzandola (forse non era abbastanza avventurosa!) col film “Battles of Chief Pontiac” (“Lo sparviero di Fort Niagara” con Lex Barker, Helen Westcott, Lon Chaney jr. Durata 80 min.).
Questo personaggio è indubbiamente affascinante: nato nel 1720 nell’Ohio, Pontiac era il capo degli Ottawa, una potente nazione di lingua algonchina che viveva nella regione dei Grandi laghi, ma grazie al suo carisma, alla sua abilità militare e all’eloquenza, aveva esteso il suo potere sulla “Confederazione dei Tre fuochi” ovvero Chippewa, Ottawa e Potawatomi. Considerato uno dei più grandi capi militari indiani, Pontiac era anche un abile uomo politico. Aveva creato una moneta, valida in tutta la Confederazione: un pezzo di corteccia con sopra impresso il disegno di una lontra.images
Poiché non sapeva né leggere né scrivere, aveva con sé due segretari che teneva sempre separati: uno gli leggeva le missive, l’altro scriveva sotto dettatura le risposte. Il 20 luglio 1766 Pontiac firmava la pace a Oswego, con Johnson, altro grande personaggio della Frontiera (padre adottivo di Joseph Brant e, a sua volta, capo degli irochesi). Il 20 aprile 1769 fu ucciso a tradimento da un indiano Peoria (e per questo i Kickapoo, guerrieri terribili, lanciarono una ritorsione che portò alla quasi totale scomparsa dei Peoria).
Evidentemente gli spiriti bellicosi e gli odi della seconda guerra mondiale non si erano ancora spenti negli anni ’50: nel film i pacifici indiani di Pontiac si ribellano perché un tedesco (sic!) diffonde tra di loro il vaiolo usando coperte infette.