Il cuore vuoto

25 Nov, 2013
Categoria:

Letture nostrane

Il cuore vuoto di un Paese oscuro

Virginio G.Bertini

Virginio G.Bertini

Il primo romanzo di Virginio G.Bertini

La casuale scoperta di un cadavere senza testa, malamente sepolto in una macchia sulle colline intorno a Lucca, l’orrore che ne consegue e le successive indagini per individuare moventi e colpevoli, diventano il tormentato crocevia in cui s’incontrano passato e presente. Tanto raccapricciante quanto misterioso, questo evento, infatti, costringerà Lisa, la protagonista, un’insegnante non più giovane e segnata dalle sconfitte della generazione del ’68, e la sua cerchia di familiari e amici a interrogarsi sul senso della propria esistenza e a riassaporare il gusto acre della delusione storica e dello scacco personale. Un bilancio esistenziale doloroso e necessario che progredirà di pari passo con una faticosa, complicata investigazione criminale condotta dal commissario Vozzo della Questura di Lucca, problematico ‘sceriffo’ di mezza età ancora capace di interrogarsi sul senso del proprio lavoro di tutore dell’ordine: e se, alla fine, i colpevoli di quell’atroce delitto saranno assicurati alla giustizia, pure, una luce sinistra non potrà che illuminare il ‘cuore nero’ della nostra contemporaneità e rivelarne il disastro etico e culturale a cui tutti, nessuno escluso, partecipiamo.

indexUn noir teso, incalzante, dolente, umanissimo questo di Virginio Bertini che lascia poco spazio alla speranza, ma che conferma a pieno l’affermazione di Friedrich Glauser secondo il quale è proprio il racconto poliziesco “il miglior mezzo per diffondere idee ragionevoli”. Con questo romanzo d’esordio Virginio G. Bertini si colloca di diritto all’interno di quella ‘narrativa del disagio’ che, nei nostri anni difficili di abbandono dell’impegno civile, riesce ancora a raccontare la politicità della vita quotidiana, esprimere la complessità delle esperienze collettive, cogliere la problematicità delle relazioni umane e sociali. Non una semplice moda letteraria, ma una nuova tendenza culturale: un modo adeguato al nostro presente di raccontare la realtà e di esprimere un diffuso senso di malessere. Il colpevole non è più solo un individuo, ma un sistema economico, sociale, politico. Quello che genera le crisi finanziarie, mette in crisi il welfare, smantella lo Stato sociale, vanifica i diritti, scredita ogni idea di parità e di uguaglianza. Insomma, il cono d’ombra che stiamo attraversando e che sembra non avere mai fine.

 

Luciano Luciani