Il primo giorno a energia pulita

14 Dic, 2013

16 giugno 2013: l’alba di una stagione a inquinamento zero

Tegole fotovoltaiche

Tegole fotovoltaiche

Gianfranco Amendola*

Il 16 giugno 2013: ricordatevi questa data. Perché quel giorno, per la prima volta e per un paio d’ore, tra le 14 e le 15, in Italia l’energia elettrica erogata è stata interamente coperta con le fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico e fotovoltaico). A costo zero. E a inquinamento zero. Senza petrolio, carbone e roba del genere.
Certo, è presto per cantare vittoria. Il 16 giugno era domenica, era estate, c’erano sole e vento in abbondanza e c’era una buona scorta d’acqua per l’idroelettrico.
Ma non è stato un caso. Al di là del picco del 16, secondo i dati Terna, in tutto il mese di giugno 2013 le fonti pulite hanno generato il 50,2 per cento dell’elettricità italiana, coprendo il 44,3 per cento della domanda. Facendo, in un solo anno, un notevole passo in avanti: da giugno 2012 a giugno 2013 la quota delel fonti rinnovabili sulla produzione netta è passata dal 38,2 al 50,2 per cento. E se guardiamo i dati del primo semestre del 2013, vediamo che idroelettrico, eolico e fotovoltaico hanno rappresentato il 41 per cento della produzione nazionale (+ 9.6 per cento rispetto al 2012).
A questo punto, ciò che veramente stupisce è il silenzio quasi totale di fronte a un simile avvenimento di portata storica. A mio sommesso avviso, è proprio da questo dato che dovremmo ripartire per programmare il futuro del paese invece di continuare a cianciare di “crescita” basata, come sempre, sulla distruzione del suolo e delle risorse naturali sempre più scarse.
In altri termini, dovremmo sfruttare questo dato altamente positivo per iniziare a programmare uno sviluppo vero e duraturo, potenziando e decentrando tutte queste energiepulite e inesauribili in funzione di obiettivi (e relativa occupazione) consoni alla nostra storia e alle incomparabili risorse storiche e culturali del paese.

Impianti eolici

Impianti eolici

Certo, non si può fare questo dall’oggi al domani, ma ora, dopo il 16 giugno 2013, sappiamo che possiamo farcela. L’importante è prendere atto di questa importantissima novità, tutta italiana, e iniziare a discutere di quale paese vogliamo: quello dell’Ilva, della Terra dei fuochi, del Pil, delle diseguaglianze e dell’avere, o quello della solidarietà, della cultura, dell’essere e del benessere vero (felicità).
Partendo da un dato certo: crisi o non crisi, quello che è stato non tornerà più.
Ogni giorno di più appare evidente che stanno rapidamente venendo al pettine tutti i nodi di questo sviluppo distorto. In un futuro, più o meno prossimo, tutto dovrà cambiare. Necessariamente. E allora è meglio iniziare da subito a programmare gradualmente il cambiamento. Una data per iniziare la abbiamo: il 16 giugno 2013.

*Proc. aggiunto Civitavecchia

Da il Fatto Quotidiano del 14 dicembre 2013