Mininotiziario America latina dal basso n° 13/2015 del 2 ottobre 2015

7 Ott, 2015
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MININOTIZIARIO AMERICA LATINA DAL BASSO
n.13/2015 del 2 ottobre 2015
A CURA DI ALDO ZANCHETTA
Questi documenti sono diffondibili liberamente, interamente o in parte, purché si citi la fonte

 Il Mininotiziario riprende dopo la lunga pausa estiva, pausa che però non ha riguardato il nostro dialogo con gli amici italiani e latinoamericani con i quali siamo in relazione.
Questo numero del Mini si compone di tre parti, una dedicata a segnalare il lavoro svolto qui in Italia, una seconda per ricordare sinteticamente alcuni fatti salienti accaduti nei mesi estivi in America Latina e infine una postilla anticipatrice del contenuto del prossimo mininotiziario.16645769973_45db4d4dd2_b

LE NOSTRE ATTIVITÁ ESTIVE IN ITALIA

I 2 seminari italiani con Raúl Zibechi e Oscar Olivera
I due seminari -il primo di fine agosto, VII della serie annuale dedicata all’America Latina e che ha visto quest’anno la cooperazione di “comune-info” e di “camminar domandado”, assai partecipato; il secondo, a inizio settembre, interno alla riflessione del gruppo “cammini di trasformazione” coagulatosi intorno al lavoro dell’Associazione Re:Common- sono stati estremamente arricchenti e problematici, sia per le domande emerse nel corso dei dibattiti che per le tracce di risposte possibili alle stesse.
Fra i due seminari Raúl Zibechi e Oscar Olivera hanno avuto incontri a Firenze (alla ‘fattoria senza padroni’ di Mondeggi e al quartiere Le Piagge), a Torino, in Val di Susa e infine a Roma.
Molti dei temi dibattuti nei seminari erano stati arricchiti dalla pubblicazione in luglio del libro di Zibechi “Alba di mondi altri” che segnaliamo, insieme al libro che Olivera ha diffuso, purtroppo con un numero limitato di copie portate nel proprio bagaglio, “Horizonte Comunitario-Popular” di Raquel Gutiérrez Aguilar. Quest’ultimo è però reperibile sul web nonché sul sito Camminar Domandando, dove l’introduzione appare già tradotta in italiano e dove anche i singoli capitoli appariranno anche in italiano man mano che saranno stati tradotti (camminardomandando)

Libri: Cosmovisioni. Occidente e Mondo Andino
È il terzo libro della collana “Ripensare il mondo” che curiamo per l’editore Mutus Liber, uscito all’inizio dell’estate quasi in contemporanea con il libro di Zibechi citato sopra.
Due libri per certi versi complementari. “Alba di mondi altri” descrive e analizza alcuni casi di come resistono e si auto-organizzano i nuovi esclusi in A.L., costruendo in autonomia i loro mondi altri mentre Cosmovisioni, opera collettiva di una delle più qualificate associazioni peruviane, il Pratec, confronta con quello occidentale, su un certo numero di tematiche chiave, il pensiero altro andino. On per stabilire gerarchie ma per enfatizzare le diversità. “Alba di mondi altri” approfondisce alcune significative esperienze di autonomia fuori dalle logiche del mercato nate nel mondo dei nuovi esclusi e caratterizzate da un pensiero composito al quale contribuiscono le culture indigene, le esperienze delle comunità cristiane di base e quelle delle lotte politiche degli anni sessanta che hanno trovato espressione nel ‘guearismo’. Cosmovisioni offre invece un articolato approfondimento di una millenaria cultura altra, quella andina, espressione di uno di quei mondi che per cinque secoli hanno resistito, con varie strategie, alla loro distruzione e che oggi riemergono con forza di fronte alla crisi della cultura degli oppressor di allora e di ora.
Due lavori importanti che contribuiscono a portare chiarezza a quel dibattito interessante ma viziato da limiti conoscitivi di cui parleremo nella postilla. È con viva soddisfazione che abbiamo accolto la notizia che il libro Cosmovisione è stato scelto come uno dei due testi di riferimento per il Corso sulle culture indigene che il prof. Antonio Melis tiene tutti gli anni all’Università di Siena dove è professore ordinario di Lingue e Letterature Ispanoamericane presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e dove insegna anche Civiltà Indigene d’America e dove inoltre dirige il CISAI (Centro Interdipartimentale di Studi sull’America Indigena).
Come ultima notizia ricordiamo la collaborazione offerta alla realizzazione dell’incontro organizzato il 19 e 20 giugno a San Bartolo a Cintola (FI) dalla sezione internazionale dell’ARCI sul tema “America latina tra utopia e realtà”. Tre le 3 relazioni da noi propiziate, quelle di Pablo Davalos, Rodrigo Rivas e dello scrivente.

ALCUNI SALIENTI ACCADIMENTI ESTIVI IN AMERICA LATINA

Dovendo essere sintetici, per chi volesse approfondire singoli argomenti abbiamo corredato le notizie di link con opportuni approfondimenti privilegiando ove possibile testi in lingua italiana.
Se dovessimo scegliere un fatto significativo accomunante la situazione attuale nei vari paesi questo sarebbe certamente la corruzione, mentre se dovessimo indicare la categoria sociale alla ribalta per le contestazioni dovremmo indicare gli studenti, a partire dal Cile dove per durata e livello politico la protesta studentesca ha sicuramente il primato (Messico, Paraguay, Honduras i luoghi più caldi di questa rivolta). Altro fattore accomunante, purtroppo, dall’estremo sud di Argentina e Cile al Messico passando per il Brasile, è la repressione della protesta indigena.
L’America latina sta attraversando un difficile periodo in cui le speranze e alcuni positivi risultati dovuti ai governi ‘progressisti’ e di (centro)sinistra che hanno operato a partire dall’inizio del XXI secolo sono messi in forse da un nuovo ciclo economico-finanziario internazionale che penalizza le due componenti della temporanea ampia disponibilità di valuta estera che aveva consentito il dispiegarsi di politiche sociali di una certa consistenza ma anche di una certa ambiguità. Parliamo dei prezzi delle materie prime esportate e dei capitali speculativi investiti nelle Borse del continente nella fase in cui queste sembravano aver retto meglio alla crisi del 2007, oggi sostanzialmente perdurante e contaminante. Di questo abbiamo già parlato e certamente dovremo tornare a parlare per gli effetti destabilizzanti che stanno provocando e che presumibilmente sono destinate a intensificarsi. http://www.pisorno.it/america-latina-a-che-punto-siamo-riflessioni-sulla-lettera-di-alvaro-garcia-linera/.
Per importanza iniziamo col ricordare l’acutizzarsi della già grave crisi politica ed economica che ha investito il Brasile, amplificata dalla devastante inchiesta giudiziaria denominata “Lava Jato” (letteralmente ‘lavaggio di auto’) sulla dilagante corruzione che ha visto l’epicentro, di un fenomeno ben più vasto, nel saccheggio – a fini di partito e personali – dalle casse della semi-statale Petrobras, la seconda impresa petrolifera mondiale per grandezza. Questa società fra l’altro ha il 50% del proprio debito denominato in dollari o in euro e più il valore della moneta nazionale, il real, perde quota sul dollaro più grande diventa il debito da pagare, in un contesto internazionale in cui il prezzo del petrolio in due anni è caduto di oltre il 50%. Una situazione ben grave, quella della Petrobras, e del Brasile tutto. Il Brasile che verrà .
L’inchiesta ha portato in carcere stelle di prima grandezza dell’imprenditoria del paese e si aggira minacciosa attorno ai principali esponenti politici, sia a destra che a sinistra, tanto da far temere l’incriminazione dello stesso ex presidente Lula. La presidente Dilma, probabilmente una dei pochi esponenti politici non implicati, ha comunque perso peso politicamente in modo significativo (il suo indice di gradimento è intorno al 10%) ed essa è di fatto ostaggio della destra, che di fatto sta imponendole le proprie politiche economiche e sociali.
Questo ha inevitabili ripercussioni su tutta l’area latinoamericana, già colpita dalla ricordata crisi economica, dove il “Brasile Potenza” (titolo di un libro di Raúl Zibechi) era di fatto il polo motore e il garante della crescente autonomia e unità politica della regione, in particolare nel subcontinente meridionale. Certamente il Brasile è la pedina più importante fra quelle da riportare sotto controllo in un triste gioco di recupero di egemonia da parte statunitense per contrastare la crescente penetrazione cinese (e in molto minore misura, russa). (L’América ritorna il cortile di casa Usa?).
Altro paese violentemente scosso questa estate dalla protesta sociale è il Guatemala, dove prima la vicepresidente Roxana Baldetti e poco dopo lo stesso presidente Otto Peréz Molina sono stati costretti alle dimissioni sotto pesantissime accuse di corruzione. Surrealisticamente le nuove elezioni, subito indette per la loro sostituzione, hanno visto la netta affermazione della destra…… Enigmi centroamericani (Guatemala: La trama de la corrupción | América Latina).
Situazioni di forte tensione sociale si sono verificate anche a Panama (Panamá: La criminalización de la protesta social), Haiti (El ordenamiento de la deuda) e Portorico (Puerto Rico en el huracán de la crisis), questo anomalo stato caraibico strategicamente aggregato agli Stati Uniti – oggi sull’orlo della bancarotta e dove le manifestazioni per il recupero dell’indipendenza crescono. Per un fatto insolito e significativo accaduto in Uruguay rimandiano ad un testo di Zibechi (I dieci giorni che sconvolsero l’Uruguay). Intanto le pedine dei golpe suave si muovono e il Paraguay ha consentito l’ingresso nel paese di militari statunitensi (Congresistas paraguayos aprueban ingreso de Militares …).
Del Messico si è parlato e si parla molto (ma poco e male nei nostri media più diffusi) a causa della ormai cronica e dilagante truce violenza. È degli scorsi giorni il primo anniversario della efferata strage di Ayotzinapa, tuttora impunita al livello delle vere responsabilità. (per il dolore, per la rabbia, per la verita’, per la giustizia ; http://www.carmillaonline.com/2015/09/27/ayotzinapa-un-anno-dopo/).
Il disgelo in corso nei rapporti fra Stati Uniti e Cuba (Cuba-EE.UU., ¿y ahora qué?) e le notizie sul processo di pace in Colombia (Colombia: Paz acordada y Paz negada. Alegría y amargura), dove nell’incontro diretto fra il presidente Santos e il comandante delle FARC Timochenko è stato annunciato che gli accordi di pace verranno firmati fra non oltre sei mesi- sono due avvenimenti in controtendenza, anche se non privi di interrogativi.
Delle manifestazioni di protesta in Ecuador abbiamo parlato nei due non previsti mininotiziari di agosto ma di cui torneremo a parlare, assieme a Bolivia e Venezuela, per il significato particolare che i loro tre governi ‘progressista’ hanno assunto anche in riferimento al dibattito su di essi in diversi immaginari nostrani. Aggiungiamo però un articolo recente che ci sembra interessante per tipo di analisi sulla situazione ecuadoriana (En el impasse político).
Per terminare: in Perù permane, con alterne vicende, la protesa sociale per il sempre più invadente estrattivismo minerario (Il Perù di Tia Maria e quello di Hugo Blanco ). Complessa anche la situazione in Argentina dove ormai sono in pieno svolgimento le manovre per le elezioni presidenziali del prossimo anno e sulle quali torneremo, mentre in viceversa è complessa la situazione post-elettorale (El panorama después de las elecciones).

POSTILLA

La ‘sinistra’ istituzionale europea sta interessandosi all’America Latina. Parliamo di quella partitica, sia ‘vetero’ che ‘neo’ (Podemos, Syriza…), non di quella dei ‘movimenti’ che da almeno due decadi, cioè dall’insurrezione indigena in Chiapas in poi è tornata a frequentare quelle terre. Le direzioni degli sguardi però sono diverse. L’una guarda in alto (i cosiddetti governi ‘progressisti’ di Venezuela, Ecuador e Bolivia mentre il Brasile, dopo gli entusiasmi per il ‘presidente operaio’, sembra essere stata messa prudentemente nel frigorifero), l’altra in basso ma con occhiate anche in alto. E non mancano equivoci in entrambe le traiettorie visive. Come già scrisse un noto giornalista italiano circa venti anni or sono le luci sulle vicende reali latinoamericane arrivano con molto ritardo. E guardare ora ai governi ‘progressisti’ forse è inopportuno. Questo ci sollecita a parlare dell’America Latina guardando a casa nostra. Cosa che faremo nel prossimo numero.

 

 

 

 

 

 

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