Niger: dalla parte delle bambine

25 Nov, 2013
Categoria:

progetti

Dove

Niger, comunità urbane di Niamey e regione di Tillaberyniger1

Chi partecipa

ARCI Toscana e Fondazione “Il Cuore si Scioglie” onlus, insieme all’associazione nigerina CONIPRAT (Comitato nigerino di lotta contro le pratiche tradizionali). CONIPRAT è in gran parte composta da donne, impegnate nello sradicamento delle mutilazioni genitali femminili e delle altre pratiche rituali dannose alla salute delle donne e delle bambine. Il CONIPRAT cerca di agire anche sul quadro legislativo nazionale, dialogando con le autorità e le istituzioni locali e collaborando con le università, l’UNICEF e la FAO.

Il contesto

Il Niger è uno dei paesi più poveri del mondo. Nonostante gli sforzi fatti dai governi nigerini negli ultimi anni, l’accesso all’acqua potabile rimane assai limitato, così come l’accesso alla salute di base ed all’educazione. Il tasso di mortalità infantile e materna sono molto alti.
In Niger la pratica delle mutilazioni genitali femminili è molto diffusa, sia nelle campagne che nei sobborghi della capitale Niamey. Le mutilazioni vengono praticate sulle bambine con danni gravissimi ed irreversibili sia fisici che psicologici e sono una pratica ancestrale, che ha poco a che vedere con la religione. Le mutilazioni vengono praticate da donne, chiamate “excisseuses”, che si tramandano questo mestiere di madre in figlia da generazioni; si tratta di donne a loro volta mutilate che non hanno cognizione dei danni che producono.
Nonostante una legge contro le MGF approvata nel 2003, che prevede il ricorso al codice penale nei confronti di chi tenti di fare o faccia mutilazioni, queste continuano ad essere perpetrate, sia per mancanza di campagne di dissuasione, sia per un forte radicamento culturale della pratica.

Il progetto

Le ARCI di Firenze e della Toscana, in collaborazione con CONIPRAT, promuovono dal 2006 azioni volte al superamento delle mutilazioni genitali femminili. Oltre a numerose campagne di informazione e sensibilizzazione nei villaggi, il progetto prevede l’erogazione del microcredito per gruppi di donne che includono anche le ex-excisseuses che accettano di abbandonare la pratica delle mutilazioni per dedicarsi ad attività di orticultura e allevamento. Le donne in genere investono queste piccole rendite economiche sia per la sussistenza che per la sanità e la scuola dei loro bambini.
A marzo di quest’anno il progetto aveva interessato 190 donne, circa il 45% del numero totale delle excisseuses della zona di Niamey e la percentuale di mancata restituzione del micro-credito era solamente del 2%, il che significa che il sistema funziona e responsabilizza chi vi partecipa.Stop alle Mutilazioni Genitali Femminili 1

Prospettive future

All’inizio del 2013 sono stati ultimati i lavori di costruzione delel aule formative presso la sede del CONIPRAT dove sono già state avviate le attività di contrasto alle mutilazioni e cioè:
1. le attività di formazione medica sui danni fisici provocati dalle MGF
2. la formazione professionale per insegnare un mestiere alternativo alle donne mutilatrici
3. la sensibilizzazione sui temi dei diritti dei minori e dell’inviolabilità del corpo delle bambine.
L’edificio contiene anche un dormitorio ed una mensa per le donne che arrivano dai villaggi più lontani e non possono andare e venire per la distanza e i costi del trasporto.Quest’anno il gruppo delle ex-excisseuses della zona di Lossagoungou (provinci di Niamey) è stato allargato da 20 a 40 membri, salvaguardando le nuove generazioni di bambine dalle pratiche delle MGF. Sono inoltre state effettuate delle missioni esplorative in tre villaggi dell’area affinché nel 2014 nuove comunità possano essere incluse tra i beneficiari del progetto.