Si allarga la forbice tra ricchi e poveri

25 Nov, 2013
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miseria ladra

di Antonio Guerrini

La crisi economica e finanziaria ancora in corso è esplosa nel 2007/2008 negli Stati Uniti con il crollo della Lehman Brothers e la bolla speculativa dei subprime. Da quel momento, come un domino, è seguita una crisi borsistica, la caduta dell’economia mondiale, il crack del sistema bancario americano e poi europeo. La crisi si è trasferita rapidamente dal settore privato a quello pubblico, aggravando sensibilmente i debiti sovrani di molti paesi, mettendoli a rischio default. L’innesco della crisi è stato favorito, in primo luogo, dall’indebitamento di miolioni di cittadini americani, incentivato dalle banche stesse per sfruttare il differenziale tra interessi da pagare e quelli da incassare. In secondo luogo, essa è stata accelerata dalla separazione della finanza dalla produzione reale di beni e servizi. Questi due eventi sommati insieme hanno creato una miscela esplosiva che ha inquinato il sistema finanziario mondiale, immettendo nella pancia delle banche un numero altissimo e incontrollabile di prodotti finanziari “tossici”. Da allora poco o nulla è stato fatto per regolamentare il sistema e, per questo, non è scontato che nuovi eventi simili possano ripresentarsi.redditi2
Per il salvataggio delle banche i governi dei paesi a economia avanzata hanno speso una montagna di denaro rastrellando risorse con politiche di austerità che hanno impoverito popoli fino a ieri considerati tra i più ricchi del pianeta. Soldi pubblici costati sudore e sangue hanno rimpinguato i caveau delle banche private più importanti, le quali in pochissimo tempo sono uscite dal tunnel della paura, ricominciando a distribuire ricchezza in mani sempre più ristrette come prima e più di prima, mentre milioni di cittadini hanno visto cambiare in peggio la loro vita nel volgere di pochi mesi. La forbice tra le grandi ricchezze e la maggioranza dei poveri si è allargata a dismisura, facendo montare una rabbia incontenibile che finisce per alimentare spinte populiste della destra più estrema e mettendo a serio rischio la tenuta della democrazia.
Si è costituita una oligarchia di tecnici, tutti di stretta osservanza neoliberista, istruiti come polli d’allevamento nelle massime università europee e americane, i quali hanno imposto l’adozione di politiche tachteriane fondate sulla idolatria del mercato, la deregolamentazione, il contenimento della spesa, lo smantellamento del welfare e mettendo in discussione i cardine delel democrazie occidentali: le costituzioni nate dalla resistenza contro il nazismo e il fascismo.
Queste politiche, all’opera per mano della troika (UE, Fondo Monetario e Banca centrale europea), incardinate sulla competitività e sulla meritocrazia, sul governo delle élite e sull’idea di scarsità, si sono imposte senza un reale contrasto dei partiti di sinistra, che hanno finito per accodarsi a quelle logiche. La natura selettiva del mercato mostra proprio nel concetto di scarsità il suo volto antiumano; esso stabilisce a priori che molti esseri umani sono da ritenersi non compatibili con il sistema. La geografia è abbastanza chiara: ricchezze e potere si stanno concentrando in mani sempre più ristrette. Larga, larghissima è la platea degli esuberi. Per risolvere questo problema basta non fare niente contro le macchine della morte che sono in opera da sempre: fame, malattie, guerre e, oggi, immigrazione. Saranno loro a stabilire i necessari equilibri.

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da “L’altrapagina” dell’ottobre 2013